Un giorno in Cattolica col ministro del Tesoro

Il Tremonti che ha aperto ieri l’anno accademico dell’Università Cattolica è una figura inedita che scavalca i confini del ministro e del professore, per assurgere al Tremonti filosofo che – saldo, seppur fra le macerie della crisi – invoca il legame infranto tra etica e diritto per rifondare un capitalismo nuovo. Il Tremonti filosofo è di quelli che generano reazioni estreme e differenti
20 NOV 08
Ultimo aggiornamento: 10:42 | 20 DIC 21
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Il Tremonti che ha aperto ieri l’anno accademico dell’Università Cattolica è una figura inedita che scavalca i confini del ministro e del professore, per assurgere al Tremonti filosofo che – saldo, seppur fra le macerie della crisi – invoca il legame infranto tra etica e diritto per rifondare un capitalismo nuovo. Il Tremonti filosofo è di quelli che generano reazioni estreme e differenti. L’aula magna è tutta protesa, quasi incuriosita (riferendosi alla prolusione, il rettore, Lorenzo Ornaghi, non manca di sottolineare quanto sia “attesa”) e la comunità scientifica di scuola cattolica riconosce un canovaccio comune al percorso del ministro quando si sofferma sui concetti di responsabilità, tradizione, quando contrappone il nobile valore al suo opposto degenerato, il prezzo.
Affiora netta la linea dell’ordoliberalismo, quella dottrina della scuola di Friburgo così cara a chi ricerca fra i chiostri bramanteschi. Così Giulio Tremonti – professore e filosofo, ma pur sempre ministro di un governo a cui non vengono risparmiate critiche – sfrutta senza eccessi il pubblico amico. Ma non ci sono soltanto gli applausi. Oltre ai chiostri e agli ermellini, varcati gli strati della sicurezza e i pennacchi delle guardie, s’incontra anche il moderato dissenso, un corteo pacifico che sfrutta la presenza del ministro per rinfocolare un po’ le proteste.
Un fuori programma fin troppo usuale che non turba il ministro filosofo – quello che cita la platonica phronesis – che, da par suo, s’accompagna con il Tremonti teologo, impegnato a intessere una fitta trama di riferimenti al magistero della chiesa fino ad appoggiarsi a un testo non fra i più noti del cardinale Ratzinger. Dietro a varie perifrasi addirittura si annida Dio, ed è a lui che il ministro Giulio Tremonti concede l’ultima parola del suo primo discorso in veste di filosofo.